4 + 8 motivi sbagliati per cui votare SI al referendum del 4 dicembre

  1. Per ridurre i costi della politica.
    Oramai anche chi sostiene il SI si vergogna ad usare questa motivazione: il risparmio è minimo, si tratta di 1 euro per cittadino italiano ogni anno.
    In più, per ridurre i costi del parlamento bastava approvare la proposta del movimento cinque stelle sul dimezzamento dello stipendio dei parlamentari.
    Modificare la costituzione per risparmiare 60 milioni è come sparare a una mosca con un cannone.
  2. Per dare maggior potere di decisione ai cittadini.
    Questa riforma non dà NESSUN potere aggiuntivo ai cittadini: tutto è demandato a leggi future. In più viene alzata la soglia dei firmatari necessari per proporre una legge popolare.
  3. Per una maggiore efficienza al parlamento, evitando la “navetta” tra camera e senato.
    I deputati, da soli, possono rallentare a tempo indefinito la discussione di una legge, grazie agli emendamenti.
    Se si voleva davvero velocizzare l’iter delle leggi, bastava mettere un limite ai viaggi della navetta, SENZA togliere agli italiani il diritto di votare il senato. Motivazione poco sostenibile.
  4. Perché così viene abolito il CNEL.
    Vengono abolite le funzioni del CNEL, non i costi del personale, in quanto si tratta di dipendenti dello stato che verranno assorbiti in altri settori (la stessa cosa dell’abolizione delle province).

Il ministro Boschi, forse a corto di argomentazioni,  ha giocato molto spesso la carta del “cosa succede se voti no”:

  1. Se voti no, tutto rimane come prima.
    Conosciamo tutti il detto: “dalla padella alla brace”, vero?
    A volte, per uscire da una brutta situazione, si finisce in una situazione peggiore. Il cambiamento non è una cosa buona di per sé. Ci sono cambiamenti in meglio e cambiamenti in peggio. “Tutto rimane come prima” potrebbe essere una buona cosa, rispetto ad uno scenario peggiore.
  2. Se voti no, allora vuol dire che sei contro il cambiamento.
    Vale quanto detto al punto precedente (dalla padella alla brace). Personalmente sono favorevole al cambiamento, ma non a QUESTO cambiamento. Se si vuole votare SI, bisogna farlo perché si crede che questa riforma migliori la situazione, e non tanto “per cambiare”.
  3. Se vince il NO, perderemo tre punti di PIL, perché dovremo andare a nuove elezioni e ci sarà maggiore instabilità politica.
    Questa se l’è inventata confindustria.
    Se vince il NO, non è detto che Renzi si dimetta, e se anche si dimettesse, non è detto che il PIL ne risenta. E se anche ne risentisse, non è detto che ne risenta per 3 punti percentuali. Si tratta di fantapolitica.
  4. Se non passa questa riforma, per vent’anni non si potrà più cambiare la costituzione.
    Vedi punto precedente (fantapolitica).
  5. Se voti NO, allora non sei un vero italiano, non sei un vero partigiano, non ami l’Italia, ecc.
    Si tratta di frasi manipolatorie. Per riconoscerle, bisogna provare ad affermare l’opposto e verificare se la frase ha ancora senso: “Se voti SI, allora non sei un vero italiano, non ami l’Italia, ecc.”.
    La frase “sta in piedi” lo stesso, perciò è manipolatoria (non starebbe in piedi invece la frase “se voti SI –ovvero vuoi cambiare- sei contro il cambiamento”).
  6. Chi vota NO non rispetta il lavoro del parlamento.
    Quindi per rispettare il parlamento uno dovrebbe votare per forza SI.
    Ma allora perché si dovrebbe fare il referendum? Vedi punto precedente.
  7. Se voti NO allora sei come Salvini, come Berlusconi, come CasaPound, ecc.
    Mi viene in mente quel modo di dire che dice: “i figli piccoli fanno tutto quello che dicono i genitori. I figli adolescenti fanno tutto l’opposto di quello che dicono i genitori. Si diventa adulti quando si impara a fare la cosa giusta, ANCHE SE è quella che dicono i genitori”. Se sono convinto del mio NO, non mi interessa cosa vota Salvini e perché.
  8. Se voti NO, l’Italia diventa ingovernabile (questa è di Renzi).
    Se l’è rimangiata lo stesso Renzi, che altrimenti avrebbe fatto fatica a sostenere i tanto declamati successi di questi due anni di governo, essendo il paese ingovernabile. Adesso Renzi dice: “se vince il NO non casca il mondo” (bisognerebbe andarlo a spiegare anche alla Boschi).

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