Scienza e fede

Ho da poco terminato di leggere li libro Origin di Dan Brown, in cui viene ripreso il tema della contrapposizione tra scienza e fede nella spiegazione dell’origine della vita. Contrapposizione che riguarda anche gli altri stupefacenti “momenti di discontinuità” della storia: come è nato l’universo? Ma soprattutto, dato che ci tocca direttamente, come è nata la specie umana (ovvero la vita intelligente)?

Su quest’ultimo aspetto, ovvero l’evoluzione umana, ci sono i sostenitori del creazionismo (l’uomo è stato creato da Dio) e i sostenitori dell’evoluzionismo (l’uomo discende dalla scimmia).

Ci sono prese di posizione discutibili da ambo le parti, ma ciò che io trovo  particolarmente “originale” in questo dibattito è il fatto che i secondi trattino i primi da ingenui (“ma come, credi ANCORA in Dio?”), mentre, a mio giudizio, è molto più ingenuo pensare che l’Uomo sia frutto di una modificazione genetica. E spiego il perché.

Prendiamo una caratteristica a caso dell’organismo umano: gli esseri umani inspirano ossigeno che, portato da sistema sanguigno in tutto il corpo, permette alle cellule di svolgere i loro compiti. Le cellule producono anidride carbonica, che il sangue riporta ai polmoni, da dove viene espulsa dall’organismo tramite l’espirazione.

Quindi, secondo la teoria delle modificazioni genetiche, c’è stato un momento nell’evoluzione che dal primo protozoo conduce all’essere umano in cui una forma vivente (immaginiamo ad esempio un pesce, ma di quale forma si tratti è del tutto irrilevante) che precedentemente era priva di polmoni, grazie ad una modificazione genetica casuale ha sviluppato i polmoni, dando origine ad un unico soggetto di una forma vivente più “evoluta”; soggetto che chiamerò Neo. Quindi: i “genitori” di Neo non avevano i polmoni, ma Neo ha sviluppato i polmoni grazie ad una modificazione genetica, evolvendosi così dai suoi genitori. I polmoni di Neo si sono gonfiati grazie alla pressione atmosferica e… Neo è morto, perché non aveva il diaframma, che gli permetteva di espirare. E la straordinaria modificazione genetica che ha permesso ad un essere di nascere con i polmoni è durata tanto quanto la vita di quell’unico essere. Non c’è stato nessun passo avanti nell’evoluzione: si riparte da zero.

Ma ecco che dopo milioni di anni, un’altra straordinaria modificazione genetica  casuale fa apparire sulla terra un essere evoluto, con tanto di polmoni e diaframma, mancante però dei muscoli per far muovere il diaframma. Nuova specie estinta. Si riparte da zero.

Ma ecco che dopo milioni di anni una nuova e più straordinaria modificazione genetica fa apparire sulla terra un essere evoluto con tanto di polmoni, diaframma e muscoli, mancante però di sistema nervoso, che governa i muscoli. Nuova specie estinta. Si riparte da zero.

E’ facile capire dove voglio arrivare: poiché ogni parte di un organismo vivente complesso ha bisogno di tutte le altre parti per garantire la sopravvivenza dell’individuo, o la fantomatica modificazione genetica ha causato lo sviluppo CONTEMPORANEO di tutti gli elementi vitali dell’organismo, oppure ogni modificazione genetica parziale non porta a nessun avanzamento nell’evoluzione, neppure minimo: ogni volta si riparte da zero.

E le probabilità che una tale modificazione genetica “totale” possa essere avvenuta grazie al caso, mi sembra davvero piuttosto remota. Non stiamo parlando di piccole modificazioni genetiche, come potrebbe essere il colore dell’iride o la quantità di melanina nella pelle, stiamo parlando di una significativa riscrittura del DNA.

Se qualcuno cercasse di convincerci che i volti dei quattro presidenti degli Stati Uniti scolpiti sul monte Rushmore sono il casuale frutto dell’erosione del vento, o che i grandi disegni del deserto di Nazca sono il casuale frutto di una vibrazione sismica, lo prenderemmo per pazzo. Appare evidente che dietro queste opere ci siano un progettista e un realizzatore.

Al pari, se una persona ci facesse vedere su una spiaggia 52 carte da gioco, tutte perfettamente allineate e ordinate per seme e per numero e ci dicesse che lui ha gettato quel mazzo di carte nel mare in burrasca due chilometri più a monte e che è stato il mare a depositarle sulla riva, dubito che gli daremmo molto credito. Figuriamoci poi se quelle carte, invece che 52, fossero alcuni milioni…

Stranamente, però, se si fa l’ipotesi che organismi complessi dotati di sistema nervoso centrale, sistema nervoso periferico, sistema muscolare, sistema cardio vascolare, sistema respiratorio, apparato riproduttivo (diverso e complementare nei due sessi), apparato digerente e sistema epato-biliare, eccetera, eccetera, eccetera, tutti tra loro interconnessi e tutti indispensabili alla sopravvivenza dell’organismo, possano essere stati generati da un’unica casuale modificazione genetica, ecco che l’ipotesi sembra plausibile.

A questo punto mi domando chi siano i veri “ingenui”.

Le similitudini presenti tra gli esseri viventi fanno ritenere che le diverse specie derivino da progenitori comuni, direi che questo non è messo in discussione, così come il fatto che, nell’ambito della stessa specie, possano esserci mutazioni che fanno evolvere la specie.

L’ipotesi che l’evoluzione sia governata dal caso, invece, è ben lontana dall’essere convincente. Il puro e semplice buon senso mi fa pensare piuttosto che, in qualche modo, dietro all’evoluzione ci siano un Progettista e un Realizzatore.

Note

L’immagine è tratta da: http://www.atuttascuola.it/viale/storia/evoluzione.htm

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